Pulp Fiction

Dopo l’esperienza intensa e formativa con il mio gruppo, l’Antrofamily, sentivo il bisogno di mettermi in gioco da solo. Così è nato Pulp Fiction (2006), un disco che è stato il mio vero battesimo come artista solista e che ho voluto costruire come si deve, senza compromessi.

Dentro Pulp Fiction c’è il rap in cui credo: contenuti al centro, un flow curato e basi di alto livello che richiamano volutamente uno stile classico. Gran parte del merito va a Zonta, che con le sue produzioni ha dato al disco un suono solido, coerente e profondamente hip hop. Non cercavo mode passeggere, ma qualcosa che resistesse nel tempo.

Questo lavoro è stato per me una prova importante, la conferma che credere davvero nella forza dell’Hip-Hop allora aveva ancora senso, è stato un passo fondamentale per definire la mia identità artistica e la direzione che volevo seguire.

Grande attenzione è stata dedicata anche ai dettagli: dall’artwork, pensato e curato con precisione, fino alla qualità del suono. Il disco è stato registrato e mixato da Irko allo Studiobeat, e la purezza e l’altissimo livello audio sono per me un segno concreto di serietà e rispetto verso chi ascolta.